Benvenuti in "La memoria è un bene rinnovabile", questo sito rappresenta il prodotto del lavoro svolto da alcune associazioni di Cernusco sul Naviglio sul tema della conservazione e trasmissione della memoria storica legata all’immenso patrimonio che la Resistenza ci ha lasciato.
Cernusco sul Naviglio
giorno mese anno
2 October 2017

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Cernuschesi partigiani della montagna
Cesare Beretta Cesare
Beretta
Quinto Calloni Quinto
Calloni
Giuseppe Comi Giuseppe
Comi
Felice Frigerio Felice
Frigerio
Ennio Sala Ennio
Sala
Lino Penati Lino
Penati
La fotografia La fotografia Virgilio Oriani Virginio
Oriani
Bruno Perego Bruno
Perego
Cesare Riboldi Cesare
Riboldi
Secondo Marelli don
Secondo
Marelli
Angelo Stocchetti Angelo
Stocchetti
Giovanni Vanoli Giovanni
Vanoli
Alberto Gabellini Alberto
Gabellini
Roberto Camerani Roberto
Camerani
Antonio Castoldi Antonio
Castoldi
Giovanni Codazzi Giovanni
Codazzi
Maria Codazzi Maria
Codazzi
Antonio De Stefani Antonio
De Stefani
Vittorio 'Ivo' Galeone Vittorio
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Angelo Ratti Angelo
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Pietro Tremolada Pietro
Tremolada
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Percorsi e momorie della resistenza
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Gli inizi

Anche a Cernusco sul Naviglio fu all’indomani dell’8 settembre 1943 che cominciarono ad agire i primi nuclei partigiani. Antifascisti di lunga data, giovani renitenti alla leva, soldati del disciolto esercito si unirono contro tedeschi e fascisti. Le prime azioni consistevano in volantinaggi, scritte murali, diffusione di stampa clandestina, rastrellamento di armi e raccolta di fondi per i partigiani di montagna.
I luoghi di ritrovo dei partigiani, oltre ai cascinotti in aperta campagna, erano i seguenti: per i comunisti la trattoria del “Giuanin” Sirtori (allora situata all’angolo tra Piazza Gavazzi e Via Bourdillon) e Cascina Fornace, dove abitavano Remo Bolzoni e Pietro Tremolada e dove si trovava il deposito di armi; per i cattolici la canonica e la casa di don Secondo Marelli; per i socialisti casa Ester Ticozzi, a Brugherio, e casa Rurale a Cernusco sul Naviglio. 


A sinistra: Giovanni Vanoli
A destra:
Felice Frigerio, "Resa dei tedeschi" che presidiavano il paese (aprile 1995)

 

Per quanto riguarda le azioni di recupero armi, il comunista Giovanni Vanoli ha ricordato in particolare quella compiuta da lui, Ambrogio Mattavelli e Giovanni Spinazzi: riusciti ad entrare nel salone dell’allora Cinema comunale (oggi Ospedale) sottraevano otto fucili a un reparto di fanteria che provvisoriamente vi alloggiava; fucili che venivano poi occultati nelle grotte dell’Ospedale Uboldo. Molte armi e munizioni vennero recuperate dalle casermette abbandonate che erano dislocate intorno a Cernusco e Brugherio: quelle recuperate dai partigiani cattolici venivano occultate in una cisterna vuota presso l’Oratorio di Via Briantea. Stessa opera di recupero armi svolsero i partigiani socialisti. E proprio con l’accusa di aver sottratto delle armi e di svolgere attività partigiana, il 18 dicembre 1943 sei giovani cernuschesi, denunciati da una spia, vennero arrestati e deportati a Mauthausen: Roberto Camerani, Quinto Calloni, Angelo Ratti, Ennio Sala, Virginio Oriani, Pierino Colombo. Due di loro non fecero più ritorno: Virginio Oriani deceduto, giovanissimo, il 22 aprile 1945 a Ebensee; Pierino Colombo, deceduto il 5 giugno 1945 a Gusen. Il primo gennaio 1944, don Secondo Marelli doveva abbandonare in tutta fretta Cernusco perché ricercato dai fascisti: dapprima trovava accoglienza presso don Giuseppe Mariani di Carugate e poi si rifugiava in quel di Cantù.