Benvenuti in "La memoria è un bene rinnovabile", questo sito rappresenta il prodotto del lavoro svolto da alcune associazioni di Cernusco sul Naviglio sul tema della conservazione e trasmissione della memoria storica legata all’immenso patrimonio che la Resistenza ci ha lasciato.
Cernusco sul Naviglio
giorno mese anno
2 October 2017

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Cernuschesi partigiani della montagna
Cesare Beretta Cesare
Beretta
Quinto Calloni Quinto
Calloni
Giuseppe Comi Giuseppe
Comi
Felice Frigerio Felice
Frigerio
Ennio Sala Ennio
Sala
Lino Penati Lino
Penati
La fotografia La fotografia Virgilio Oriani Virginio
Oriani
Bruno Perego Bruno
Perego
Cesare Riboldi Cesare
Riboldi
Secondo Marelli don
Secondo
Marelli
Angelo Stocchetti Angelo
Stocchetti
Giovanni Vanoli Giovanni
Vanoli
Alberto Gabellini Alberto
Gabellini
Roberto Camerani Roberto
Camerani
Antonio Castoldi Antonio
Castoldi
Giovanni Codazzi Giovanni
Codazzi
Maria Codazzi Maria
Codazzi
Antonio De Stefani Antonio
De Stefani
Vittorio 'Ivo' Galeone Vittorio
Galeone
Angelo Ratti Angelo
Ratti
Angelo Galimberti Angelo
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Pietro Tremolada Pietro
Tremolada
Giuseppe Meroni Giuseppe
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Percorsi e momorie della resistenza
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Dal 1944 all'insurrezione

Le azioni partigiane divennero sempre piĂą frequenti e incisive. Il potenziamento di distaccamenti e brigate e una maggior organizzazione permisero di alzare il livello dello scontro. Nella Martesana gli obiettivi contro cui i partigiani portarono i loro attacchi furono, oltre ai presidi tedeschi e repubblichini, le infrastrutture di maggior rilievo: l’autostrada Milano-Bergamo, la statale n° 11, la strada Monza-Vimercate-Pessano, la statale di Melzo; i nodi ferroviari di Limito e Cassano; la linea di alta tensione che, partendo dall’Adda, alimentava la zona industriale di Sesto San Giovanni; le linee telefoniche che collegavano il Comando tedesco di Monza con il Quartiere del Ministero delle forze armate della RSI. Il 28 settembre vi fu una “scorribanda” propagandistica in grande stile a Cernusco, Vimodrone, Brugherio. Nel gennaio del 1945 Giovanni Vanoli e Angelo Tornielli, della 105a Brigata Garibaldi, seminavano chiodi a tre punte sulla statale n° 11, obbligando alla sosta una colonna tedesca di cinque camion.

XXVI Brigata del popolo
26a Brigata del Popolo

 

Il 21 gennaio nel salone cinematografico di Cernusco avveniva un lancio di manifesti contro tedeschi e fascisti; i giovani partigiani che compivano l’azione venivano arrestati e portati alla Villa Reale di Monza, sede del Comando del Presidio fascista.
In marzo, in seguito all’arresto da parte della Legione “Ettore Muti” del garibaldino Albino Oretti, i componenti della 105a Brigata dovettero abbandonare le loro abitazioni, alcune delle quali (compresa quella del comandante Giovanni Vanoli) vennero perquisite dai fascisti. Il 24 aprile un camion carico di partigiani provenienti da Carugate s’incontrava a Cernusco con dei tedeschi, che all’altezza del Collegio Marcelline, nello scontro che ne seguiva, lasciavano due caduti. La sera, in Viale Assunta, Cesare Riboldi e Luigi Mattavelli, dell’11a Brigata Matteotti, nell’azione di disarmo di un ufficiale repubblichino venivano da lui uccisi: l’ufficiale teneva infatti nascosta una seconda pistola, che al momento opportuno scaricò sui giovani partigiani. Il pomeriggio del 26 aprile, il Comando tedesco di Cernusco, che aveva sede presso Palazzo Tizzoni nell’attuale Piazza Matteotti, forte di un centinaio di soldati, si arrendeva a una delegazione della quale facevano parte Felice Frigerio e Mario Pirola, della 26a Brigata del Popolo, Giovanni Vanoli, della 105a Brigata Garibaldi; Vittorio Galeone ed Edvigio Sirtori, dell’11a Brigata Matteotti; Gian Luigi Barni, del Partito d’Azione; il Prevosto Mons. Claudio Guidali e Mario Lucioni in qualitĂ  di interprete. All’annuncio della resa del Comando tedesco, dalla piazza stracolma di gente si sollevarono liberatorie grida di gioia. Nei giorni seguenti si procedette ad attacchi e rastrellamenti di colonne tedesche e fasciste in ritirata. Il 28, il distaccamento di Cernusco della 105a Brigata Garibaldi partecipava all’attacco, presso Cascina Bianca di Vignate, a una colonna nazifascista, costringendola alla resa. Il giorno successivo, lo stesso distaccamento partecipava, tra San Pedrino e Truccazzano, all’attacco e alla cattura di un'altra colonna nemica. Il 30, lunghe colonne tedesche, molto ben armate, venivano attaccate, a Liscate, da partigiani di diverse brigate e dalle punte corazzate americane. Venivano così arrestati 1.200 uomini e recuperati 50 cavalli, 150 armi pesanti, cannoni, mortai, automezzi. A questa azione parteciparono anche le brigate di Cernusco.
Giorgio Perego