Benvenuti in "La memoria è un bene rinnovabile", questo sito rappresenta il prodotto del lavoro svolto da alcune associazioni di Cernusco sul Naviglio sul tema della conservazione e trasmissione della memoria storica legata all’immenso patrimonio che la Resistenza ci ha lasciato.
Cernusco sul Naviglio
giorno mese anno
5 November 2017

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Cernuschesi partigiani della montagna
Cesare Beretta Cesare
Beretta
Quinto Calloni Quinto
Calloni
Giuseppe Comi Giuseppe
Comi
Felice Frigerio Felice
Frigerio
Ennio Sala Ennio
Sala
Lino Penati Lino
Penati
La fotografia La fotografia Virgilio Oriani Virginio
Oriani
Bruno Perego Bruno
Perego
Cesare Riboldi Cesare
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Secondo Marelli don
Secondo
Marelli
Angelo Stocchetti Angelo
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Alberto Gabellini Alberto
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Maria Codazzi Maria
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Percorsi e momorie della resistenza
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I primi gruppi partigiani

2. I protagonisti dell’organizzazione dei gruppi partigiani


Nell’opera di organizzazione dei gruppi partigiani della Martesana, un ruolo di primo piano l’ebbero Eugenio Mascetti e Carlo Merlini per le brigate Garibaldi, Mario Pirola e Felice Frigerio per le brigate del Popolo, Alfredo Rurale e, dal gennaio 1945, Vittorio Galeone “Ivo” per le brigate Matteotti.


Eugenio Mascetti, operaio di Sesto San Giovanni, così ha testimoniato: «Nel marzo del 1944 dovetti abbandonare il posto di lavoro alla Breda perché ricercato; così mi trasferii a Cavenago Brianza dove esisteva un gruppo di compagni attivi e preparati, tra i quali ricordo particolarmente Cereda (Marin), Erba e Felice. Qui restai in attesa di ordini del partito che, nel mese di aprile, mi affidò il compito di organizzare e inquadrare i gruppi militari della zona. I primi contatti li ebbi proprio a Cavenago, col gruppo già esistente, dando vita al primo gruppo SAP della Brianza. In seguito allacciai i contatti coi paesi vicini: Cernusco sul Naviglio, Brugherio, Concorezzo, Caponago, Cambiago, Vimercate, Trezzo e Monza. Riuscivo a dare consistenza, organizzazione ed armi a diversi gruppi SAP».


Carlo Merlini “Bruno”, dopo l’8 settembre 1943 venne mandato dal PCI a organizzare i partigiani garibaldini di Gorgonzola e circondario. Operaio alla Ercole Marelli di Sesto San Giovanni, Merlini abitava a Milano in viale Monza 102, un caseggiato popolare dove abitavano comunisti come Aldo Lambrocchi (commissario politico del 2° battaglione della brigata Garibaldi di Spagna, caduto sul fronte dell’Ebro nel settembre del 1938), Ravazzoli (già segretario della federazione comunista milanese), Giulio Abbiati. All’indomani dell’8 settembre, Merlini si rivolse proprio a quest’ultimo per avere indicazioni su come raggiungere le formazioni partigiane di montagna; l’Abbiati gli propose, invece, di recarsi a Gorgonzola a organizzare squadre di sappisti. Così lo mise in contatto con il responsabile del PCI dell’Est milanese che, a sua volta, gli fece conoscere Giuseppe Meroni di Sant’Agata di Cassina de’ Pecchi. Merlini organizzò la squadra sappista di Gorgonzola e tenne collegamenti soprattutto con i distaccamenti di Brugherio, Inzago, Cassano d’Adda.


Carlo Merlini (in alto a sinistra) in una foto del 1944


Mario Pirola
, di Cernusco sul Naviglio, fu tra i primi cattolici della Martesana a organizzare gruppi partigiani. Commissario politico della 26a brigata del Popolo, allacciò contatti con molti giovani democristiani della nostra zona, da Gorgonzola a Vimercate a Milano, dove le riunioni avvenivano nello studio dell’architetto democristiano Ugo Zanchetta. Valido collaboratore di Mario Pirola era il concittadino Felice Frigerio, responsabile militare della 26a brigata. Soprattutto a Pirola e a Frigerio era affidato il trasporto da Milano a Cernusco di volantini e manifesti, che poi venivano fatti pervenire agli altri gruppi partigiani della Martesana. Mario Pirola fu poi sindaco di Cernusco sul Naviglio dal 1946 al 1953.


La tessera del Corpo volontari della libertà di Mario Pirola


Vittorio Galeone “Ivo”
. L’11a brigata Matteotti (che operava in alcuni comuni della Martesana), dopo essere stata coordinata da Erasmo Tosi “Dino” e dal cernuschese Alfredo Rurale, ricevette nuovo impulso, dal gennaio 1945, con l’arrivo di Vittorio Galeone. Galeone, nato in provincia di Lecce, era stato gappista,a Torino, con Giovanni Pesce; poi era entrato a far parte della 77a brigata garibaldina “Titala”, nel Canavese. In seguito, preso contatto con i vertici del Comando delle brigate Matteotti, fu inviato a Milano per ridare consistenza ad alcune brigate che erano state pesantemente colpite. Giunto nel capoluogo lombardo a fine dicembre 1944, riorganizzò e intensificò l’attività dell’11a brigata. Oltre al cernuschese Alfredo Rurale, valida collaboratrice di Vittorio Galeone nel lavoro organizzativo fu Ester Ticozzi di Brugherio (casa Ticozzi era diventata un centro di raccolta della brigata), la quale teneva i collegamenti anche con Milano. Da segnalare anche per l’apporto dato alla formazione dei primi gruppi partigiani e al loro comando, le figure dei garibaldini trezzesi Giuseppe Carcassola e Alfredo Cortiana e del vapriese Mario Bornaghi “Francesco”, comandante del VI distaccamento della 103a brigata “Vincenzo Gabellini”.