Benvenuti in "La memoria è un bene rinnovabile", questo sito rappresenta il prodotto del lavoro svolto da alcune associazioni di Cernusco sul Naviglio sul tema della conservazione e trasmissione della memoria storica legata all’immenso patrimonio che la Resistenza ci ha lasciato.
Cernusco sul Naviglio
giorno mese anno
5 November 2017

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Cernuschesi partigiani della montagna
Cesare Beretta Cesare
Beretta
Quinto Calloni Quinto
Calloni
Giuseppe Comi Giuseppe
Comi
Felice Frigerio Felice
Frigerio
Ennio Sala Ennio
Sala
Lino Penati Lino
Penati
La fotografia La fotografia Virgilio Oriani Virginio
Oriani
Bruno Perego Bruno
Perego
Cesare Riboldi Cesare
Riboldi
Secondo Marelli don
Secondo
Marelli
Angelo Stocchetti Angelo
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Giovanni Vanoli Giovanni
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Alberto Gabellini Alberto
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Roberto Camerani Roberto
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Maria Codazzi Maria
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Percorsi e momorie della resistenza
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La Liberazione

6. L’insurrezione


Il periodo insurrezionale in Martesana fu «particolarmente movimentato e irto di imprese belliche non tanto per la liberazione dei paesi quanto per il continuo affluire di ingenti forze, soprattutto naziste, in ritirata verso il confine».
Come scrisse anche Giovanni Pesce “Visone”: «Sui partigiani del Vimercatese è caduto tutto il peso delle forze nemiche che hanno lasciato Milano o che, aggirandola, provenienti da sud, tentavano di raggiungere il confine. Tra le brigate va sottolineato l’impegno della 105aGaribaldi i cui distaccamenti sanno trovarsi sempre dove c’è bisogno d’agire».
Il 24 aprile a Brugherio veniva attaccata una colonna tedesca proveniente da Cernusco sul Naviglio e nello scontro cadeva il partigiano Luigi Teruzzi.

 
25 aprile 1945: foto di gruppo di partigiani di Brugherio


Nello stesso giorno cadevano a Cernusco sul Naviglio due giovani partigiani, Cesare Riboldi e Luigi Mattavelli, durante l’azione di disarmo di un maresciallo fascista.
Sempre il 24, durante la notte, alcuni partigiani dell’11a Matteotti attaccavano a Carugate un’autocolonna tedesca: durante la sparatoria che ne seguiva veniva colpito a morte il garibaldino Mario Mandelli.
Il 25 aprile, a Gorgonzola avvenivano le seguenti azioni: l’uccisione di un tenente colonnello della “Aldo Resega”; l’occupazione del salumificio Sala; il disarmo di un autocarro carico di munizioni e di un’arma pesante; il fermo, dopo una sparatoria, di una colonna tedesca.
Nello stesso giorno, di mattina, veniva attaccata a Melzo una colonna nazifascista forte di 20 autocarri mentre tentava di attraversare il paese. Nello scontro a fuoco i partigiani venivano sopraffatti e lasciavano sul campo due morti e sette feriti.
Verso le ore 18 i partigiani di Melzo attaccavano un’altra colonna tedesca costringendola alla resa e a lasciare nelle loro mani 63 prigionieri.
Sempre il 25 veniva attaccata dal distaccamento garibaldino di Caponago, all’altezza del cimitero del paese, una colonna tedesca che transitava sulla camionabile Pessano-Vimercate- Monza. I partigiani protrassero l’attacco fino all’esaurimento delle munizioni senza avere la meglio. Lo stesso distaccamento, alle ore 17, mandava una pattuglia di rinforzo a quello di Pessano: in un’azione perdeva la vita Giuseppe Mauri di Caponago e rimaneva ferito il comandante del distaccamento di Caponago Angelo Brambilla.
Il 26, aGorgonzola venivano fermate due colonne nazifasciste, e i circa 250 prigionieri venivano portati a Vimercate.
A Burago Molgora la 103a Garibaldi, dopo uno scontro con morti e feriti, catturava 20 tedeschi.
A Carugate, l’11a Matteotti fermava parte dell’autocolonna “Ligure”, che proveniva da Pessano. Sempre a Carugate, la 26a brigata del Popolo assieme ai garibaldini della 103a costringevano alla resa il presidio dell’aeronautica militare.
Nello stesso giorno «due distaccamenti partigiani, alla cui testa sono i comandanti Erba e Torsa, attaccano una colonna tedesca presso Melzo: uno scontro terribile. Alla fine nelle mani dei partigiani restano un cannone di piccolo calibro, due mitragliatrici, parecchi fucili e pistole. Un altro gruppo d’insorti al comando del tenente Saul Sironi cattura un grosso reparto fascista che da Pozzuolo cercava di portarsi sulla statale per fuggire a nord».
Tra Cavenago e Bellusco, in seguito a una violenta sparatoria contro una colonna blindata tedesca uscita dall’autostrada all’altezza di Cavenago, perdevano la vita: Luigi Besana, Giovanni Saronni, Augusto Sesana, Pierino Mussini, Giacomo Ronco.
Il 27, garibaldini del Vimercatese accorrevano in soccorso del distaccamento di Inzago, dove una quarantina di tedeschi con quattro automezzi erano asserragliati nelle scuole e resistevano da due giorni.

 
Volontari della libertà di Inzago in una fotografia del 1945 


Numerosi scontri avvennero sull’autostrada Milano-Bergamo e sulla statale 11, a Cascina Bianca di Camporicco, a Gorgonzola, a Vaprio, a Ornago, a Bellusco, a Busnago.
Il 28, aTrecella veniva attaccato il presidio della contraerea tedesca, il quale rifiutava la resa, riuscendo, nella notte, ad avviarsi verso Cassano, dove però veniva fermato.
A Vaprio un’altra colonna nazista arrivava fino a Fara Canonica, e dopo numerosi assalti partigiani, nei quali subiva gravissime perdite, si arrendeva. Anche tra i partigiani vi furono numerosi caduti: Angelo Biffi, Luigi Cantoni, Carlo Galbusera, Luigi Gatti, Mario Malvestiti, Mario Pagnoncelli, Pietro Riva, Adiano Sala, Luigi Signorini.
Nello stesso giorno, a San Pedrino di Vignate veniva circondata e fermata un’altra colonna tedesca. Al prolungato conflitto a fuoco parteciparono numerosi partigiani di ogni formazione. La resa dei tedeschi avvenne verso sera, quando giunsero i reparti americani. I numerosissimi prigionieri vennero trasportati dagli alleati nel campo di concentramento che avevano allestito presso Treviglio.

 

7. Le forze partigiane della Divisione Fiume Adda


Alla data del 25 aprile 1945 le forze partigiane della Martesana-Brianza orientale erano state unificate nel “Comando Divisione Fiume Adda” ed erano così composte:


Brigate Garibaldi
103a “Vincenzo Gabellini”, con distaccamenti a Vimercate, Trezzo d’Adda, Vaprio d’Adda, Cavenago, Ornago, Bernareggio;

104a “Gianni Citterio”, con distaccamenti ad Arcore, Merate, Brivio, Villasanta, Rovagnate, Cernusco Lombardone, Montevecchia;
105a “Giovanni Brambilla”, con distaccamenti a Gorgonzola, Melzo, Brugherio, Cernusco sul Naviglio, Inzago, Cambiago, Cassano d’Adda;
176a “Livio Cesana”, con distaccamenti a Besana Brianza, Macherio, Biassono, Carate, Renate, Veduggio, Bosisio.


Brigate del Popolo

13a, con centro a Vimercate;

23a, con centro a Inzago;
26a, con centro a Cernusco sul Naviglio;
27a, con centro a Brugherio.


Brigate Matteotti
11a, che estendeva la sua attività a Pioltello, Cernusco sul Naviglio, Carugate, Bussero, Pessano con Bornago.


Tenendo conto che la forza effettiva di una brigata garibaldina SAP andava dai 200 ai 300 uomini (divisi in diversi distaccamenti che andavano dai 30 ai 50 uomini); che l’11a Matteotti contava 200 uomini, e che le quattro brigate del Popolo potevano arrivare a 300 uomini, possiamo concludere che nella Brianza orientale-est milanese, alla data del 25 aprile vi fossero non meno di 1.500 combattenti per la Libertà.