Benvenuti in "La memoria è un bene rinnovabile", questo sito rappresenta il prodotto del lavoro svolto da alcune associazioni di Cernusco sul Naviglio sul tema della conservazione e trasmissione della memoria storica legata all’immenso patrimonio che la Resistenza ci ha lasciato.
Cernusco sul Naviglio
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2 June 2017

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Cernuschesi partigiani della montagna
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La Resistenza a Cernusco


Virginio Oriani

Nato a Cernusco sul Naviglio il 5 giugno 1927
Morto il 22 aprile
1945 a Ebensee

virginio oriani

 

Virginio Oriani fu arrestato a Cernusco il 18 dicembre 1943, quando aveva appena 16 anni, e, con altri cinque cernuschesi, fu portato nel carcere di San Vittore, dove trascorse tutto l’inverno. In primavera fu tradotto in Germania, dapprima nel campo di Mauthausen e quindi in quello di Ebensee, dove trovò la morte a soli 17 anni.
Di lui rimangono solo frammentari e commossi ricordi di un suo compagno di prigionia, Roberto Camerani, che, con le sue dolci e strazianti parole, lo ha strappato all’oblio.
Da Il viaggio (1983)
«Il più giovane di noi, Virginio Oriani, aveva 16 anni ed è morto poi nel campo di sterminio di Ebensee» (pag. 31).
Ricordi dalle conversazioni che Ernestina Galimberti ha avuto con Roberto Camerani a proposito di Virginio Oriani.
«Quando l’hanno arrestato, aveva ancora in tasca le biglie per giocare, era proprio ancora un ragazzino... aveva 15 anni».
«È morto perché non riusciva a resistere e fare le scelte giuste.
Pur di avere una sigaretta, lui cedeva la sua zuppa o una fetta di pane. Io glielo dicevo che era più importante mangiare, ma lui non ce la faceva».
«L’ho visto quando, ormai moribondo, l’hanno portato al crematorio...».

Da un articolo tratto da una rivista cernuschese, senza data, forse degli anni Settanta, a firma di Roberto Camerani. Il titolo dell’articolo è Misconosciuti e si riferisce a Virginio Oriani e Pierino Colombo.
«[...] Così vidi una sera l’Oriani portato sulle spalle di due miei compagni di lavoro, che la Morte lo stava liberando da tutte le sofferenze terrene. Gli occhi suoi vitrei mi fissarono e tre sole parole dischiusero le sue labbra: “Salutami la mamma”.
Così passò e di lui non mi resta ora che quella triste immagine incancellabile.
Il suo corpo fu arso nel Crematorio e le sue ceneri giacciono ora sul fondo del fiume che scorre schiumante a valle. [...]»

 

Materiale disponibile

Biografia [.pdf]