Benvenuti in "La memoria è un bene rinnovabile", questo sito rappresenta il prodotto del lavoro svolto da alcune associazioni di Cernusco sul Naviglio sul tema della conservazione e trasmissione della memoria storica legata all’immenso patrimonio che la Resistenza ci ha lasciato.
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4 April 2020
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Percorsi e momorie della resistenza
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memoriarinnovabile
26/12/2011

E' scomparso Giorgio Bocca. L'ANPI di Milano partecipa al profondo dolore per la morte del comandante partigiano

I funerali si svolgeranno martedì 27 dicembre 2011 a Milano, nella chiesa di San Vittore al Corpo in via San Vittore alle ore 11,00

16/12/2011

L'ITALIA SONO ANCH'IO firma anche tu!

Anche a Cernusco raccolta firme sulla proposta di legge per una riforma del diritto di cittadinanza che preveda che anche i bambini nati in Italia da genitori stranieri regolari possano essere cittadini italiani e una nuova norma che permetta il diritto elettorale amministrativo ai lavoratori regolarmente presenti in Italia da cinque anni.

14/12/2011

NO ALLA XENOFOBIA E AL NEOFASCISMO! Oggi, 14 dicembre, alle ore 18.00 presidio davanti alla prefettura di Milano

Comunicato dell'ANPI provinciale sui gravissimi fatti di Firenze in cui sono stati uccisi per mano nazifascista due cittadini senegalesi e feriti in modo grave altri tre

01/12/2011

42° Anniversario Strage di Piazza Fontana

In allegato il programma della manifestazione e delle iniziative promosse in occasione dell' anniversario della Strage di Piazza Fontana

28/11/2011

NOTAZIONI DEL PRESIDENTE NAZIONALE ANPI CARLO SMURAGLIA: â–ºCADE IL GOVERNO BERLUSCONI: UNA SVOLTA, MA NON DEFINITIVA

In questi giorni si è realizzata una svolta, in qualche modo decisiva, nella politica del nostro Paese. Si è conclusa, quanto meno, una fase della cosiddetta "era Berlusconi" e se n'è aperta un'altra, che dobbiamo osservare con attenzione e speranza.

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22/01/2014

Carlo Smuraglia : «Ue tiepida rinascono nuovi fascismi»

Presidente, perché proprio ora la riunione dell’esecutivo Fir a Roma? L’antifascismo e i suoi valori sono a rischio oblio?

«Vogliamo riorganizzare le file dell’antifascismo in Europa in modo che il nuovo Parlamento, quello che uscirà dalle prossime elezioni europee, metta alla sua base antifascismo e difesa della democrazia. Finora l’Europa è stata molto tiepida nel censurare forme rinascenti di quasi dittatura, come nell’Est europeo, o di movimenti che si richiamano al nazismo, il risorgere del razzismo, nuove forme di populismo e fascismo. Per questo chiederemo ai candidati alle europee un impegno preciso per un’Europa non solo unita e attenta al sociale, ma anzitutto democratica. Ci sono pericoli sempre attuali, alcune condizioni che portarono all’affermarsi di fascismo e nazismo purtroppo si ripropongono».

Quali sono le situazioni che vi hanno allarmato?

«L’orribile strage di Utoya, di matrice chiaramente razzista e fascista; l’enorme crescita del movimento di Marine Le Pen in Francia; l’alleanza tra questo e la Lega Nord; situazioni di mancanza di libertà come in Ungheria e Slovacchia. In generale, le destre si stanno spostando da un conservatorismo liberale a nuove forme di populismo e razzismo: e quest’ultimo è sempre la premessa per cose ancora peggiori...»

Diceva del riproporsi di condizioni che hanno portato al fascismo. Occorre intervenire anche su queste? Come?

«Non c’è dubbio che sia così, certi fenomeni in Europa sono sempre nati da situazioni di crisi. Oggi la crisi c’è, crea scontento, spesso può spingere a destra, una destra che appunto sta cambiando. Allora non basta esorcizzare questi effetti, si agisca sulle cause della crisi: una è la politica di intransigenza assoluta sui bilanci, a mio giudizio profondamente sbagliata, seguita finora dall’Europa. Una politica che ha aggravato la crisi sociale, trasformandola in un’emergenza con proteste che i populismi fanno presto a cavalcare. Non basta reprimerli, servono politiche più attente al versante sociale, allo sviluppo. Queste possono essere un grosso antidoto».

Le forze politiche stanno agendo in questo senso?

«No. Sul fatto che alle prossime elezioni europee ci si gioca il futuro della Ue e diritti fondamentali vedo una distrazione, anche delle forze di sinistra, più attente al dato sociale: le richiamo in questo senso, perché colgano la gravità di questo momento. Ogni Paese scegliendo i suoi candidati ricordi la posta in gioco, siamo inseriti in un contesto: devono censurare di più certi movimenti e intervenire sulle cause della crisi, contrastando il liberismo sfrenato che ha imperversato finora, serve più attenzione alle esigenze dei lavoratori».

Dunque occuparsi del nodo lavoro. Come lo sta affrontando la politica In Italia? E come valuta il Job Act di Renzi?

«Vedo un grande affannarsi a discutere di regole, quando si dovrebbe piuttosto creare nuovi posti di lavoro ed espandere la produzione. Altrimenti le disuguaglianze cresceranno ancora, con i rischi di cui dicevo. Anche il Job Act non mi convince, mi pare disciplini e semplifichi più che incentivare le attività per cogliere la “ripresina”».

Schulz, presidente del Parlamento Ue, vi ha inviato un messaggio di sostegno in cui declina l’antifascismo di oggi anche in «battaglie concrete», come quella per evitare che i migranti diventino «capro espiatorio di ogni male»...

«È veramente un punto importante. Non c’è da superare solo la Bossi-Fini, ma anche la legge Maroni. Ricordo poi al centrodestra che anche Alfano è andato a commemorare le vittime di un enorme naufragio: un governo ha il dovere di trovare una soluzione che tenga insieme diritti dei migranti e sicurezza, un punto di incontro. Lo ius soli temperato? Sono favorevolissimo, mi sembra strano persino dover discutere sulla cittadinanza ai figli di chi risiede qui da anni».

Come legge i continui attacchi al ministro Kyenge?

«Ne sono profondamente indignato, non si contesta quello che fa ma quello che è, per il colore della sua pelle. Eppure colgo poco stupore, nonostante si sia superata ampiamente la soglia della tollerabilità, come dimostra la pubblicazione degli appuntamenti del ministro, con l’invito a seguirli per contestarla. Poi c’è il parlamentare che si presenta in aula con il volto dipinto di nero... vorrei più indignazione, anche a sinistra, l’istigazione all’odio razziale è un reato».