Benvenuti in "La memoria è un bene rinnovabile", questo sito rappresenta il prodotto del lavoro svolto da alcune associazioni di Cernusco sul Naviglio sul tema della conservazione e trasmissione della memoria storica legata all’immenso patrimonio che la Resistenza ci ha lasciato.
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6 August 2020
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Percorsi e momorie della resistenza
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memoriarinnovabile
23/05/2013

E' scomparsa una grande donna e una grande partigiana. Onore a CEDA, partigiana combattente col grado di sottotenente.

L'ANPI annuncia con commozione e profondo dolore la scomparsa della partigiana Annunziata Cesani

23/05/2013

Ciao Don Gallo. Ti salutano i partigiani

Addio Don Gallo, prete che amava gli ultimi. Aveva 84 anni, si è spento nel suo letto. Era assistito da tutta la "grande famiglia" di San Benedetto al porto di Genova. Il sacerdote ricordato con affetto da tutta Italia, dalla politica al mondo del sociale fino ai No Tav. Ma Don Gallo era anche iscritto all'Anpi e tutta l'Anpi - innanzitutto quella di Genova ma assieme a lei tutta l'associazione a partire dalla Segreteria nazionale - abbraccia con affetto la Comunità di San Benedetto "per il grave lutto che la colpisce con la scomparsa di Don Gallo".

06/05/2013

I nostri colori contro gli imbrattatori di oggi e domani

Qualche giorno fa il pannello di Marzabotto alla rotonda di via Verdi e il murale lunga la strada ciclabile della Martesana sono stati imbrattati da ignoti. Vi proponiamo qualche riflessione... nel frattempo abbiamo provveduto a rimediare agli sfregi

27/04/2013

A Cernusco s/n ACLI in FESTA 1° Maggio

Vi invitiamo a festeggiare insieme la Festa dei Lavoratori
mercoledì 1°maggio
nello spazio antistante la sede del circolo Acli Cernusco,
in via Fatebenefratelli ,17
dalle ore 16,00 alle ore 20,00:


06/03/2013

A Cernusco sul Naviglio una serata contro le mafie

"MAFIE IN PENTOLA. Libera Terra. Il sapore di una sfida" Spettacolo teatrale di Andrea Guolo e Tiziana di Masi, mercoledì 20 marzo, ore 21, alla Casa delle Arti, via De Gasperi 5. Ingresso gratuito.

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22/01/2014

Carlo Smuraglia : «Ue tiepida rinascono nuovi fascismi»

Presidente, perché proprio ora la riunione dell’esecutivo Fir a Roma? L’antifascismo e i suoi valori sono a rischio oblio?

«Vogliamo riorganizzare le file dell’antifascismo in Europa in modo che il nuovo Parlamento, quello che uscirà dalle prossime elezioni europee, metta alla sua base antifascismo e difesa della democrazia. Finora l’Europa è stata molto tiepida nel censurare forme rinascenti di quasi dittatura, come nell’Est europeo, o di movimenti che si richiamano al nazismo, il risorgere del razzismo, nuove forme di populismo e fascismo. Per questo chiederemo ai candidati alle europee un impegno preciso per un’Europa non solo unita e attenta al sociale, ma anzitutto democratica. Ci sono pericoli sempre attuali, alcune condizioni che portarono all’affermarsi di fascismo e nazismo purtroppo si ripropongono».

Quali sono le situazioni che vi hanno allarmato?

«L’orribile strage di Utoya, di matrice chiaramente razzista e fascista; l’enorme crescita del movimento di Marine Le Pen in Francia; l’alleanza tra questo e la Lega Nord; situazioni di mancanza di libertà come in Ungheria e Slovacchia. In generale, le destre si stanno spostando da un conservatorismo liberale a nuove forme di populismo e razzismo: e quest’ultimo è sempre la premessa per cose ancora peggiori...»

Diceva del riproporsi di condizioni che hanno portato al fascismo. Occorre intervenire anche su queste? Come?

«Non c’è dubbio che sia così, certi fenomeni in Europa sono sempre nati da situazioni di crisi. Oggi la crisi c’è, crea scontento, spesso può spingere a destra, una destra che appunto sta cambiando. Allora non basta esorcizzare questi effetti, si agisca sulle cause della crisi: una è la politica di intransigenza assoluta sui bilanci, a mio giudizio profondamente sbagliata, seguita finora dall’Europa. Una politica che ha aggravato la crisi sociale, trasformandola in un’emergenza con proteste che i populismi fanno presto a cavalcare. Non basta reprimerli, servono politiche più attente al versante sociale, allo sviluppo. Queste possono essere un grosso antidoto».

Le forze politiche stanno agendo in questo senso?

«No. Sul fatto che alle prossime elezioni europee ci si gioca il futuro della Ue e diritti fondamentali vedo una distrazione, anche delle forze di sinistra, più attente al dato sociale: le richiamo in questo senso, perché colgano la gravità di questo momento. Ogni Paese scegliendo i suoi candidati ricordi la posta in gioco, siamo inseriti in un contesto: devono censurare di più certi movimenti e intervenire sulle cause della crisi, contrastando il liberismo sfrenato che ha imperversato finora, serve più attenzione alle esigenze dei lavoratori».

Dunque occuparsi del nodo lavoro. Come lo sta affrontando la politica In Italia? E come valuta il Job Act di Renzi?

«Vedo un grande affannarsi a discutere di regole, quando si dovrebbe piuttosto creare nuovi posti di lavoro ed espandere la produzione. Altrimenti le disuguaglianze cresceranno ancora, con i rischi di cui dicevo. Anche il Job Act non mi convince, mi pare disciplini e semplifichi più che incentivare le attività per cogliere la “ripresina”».

Schulz, presidente del Parlamento Ue, vi ha inviato un messaggio di sostegno in cui declina l’antifascismo di oggi anche in «battaglie concrete», come quella per evitare che i migranti diventino «capro espiatorio di ogni male»...

«È veramente un punto importante. Non c’è da superare solo la Bossi-Fini, ma anche la legge Maroni. Ricordo poi al centrodestra che anche Alfano è andato a commemorare le vittime di un enorme naufragio: un governo ha il dovere di trovare una soluzione che tenga insieme diritti dei migranti e sicurezza, un punto di incontro. Lo ius soli temperato? Sono favorevolissimo, mi sembra strano persino dover discutere sulla cittadinanza ai figli di chi risiede qui da anni».

Come legge i continui attacchi al ministro Kyenge?

«Ne sono profondamente indignato, non si contesta quello che fa ma quello che è, per il colore della sua pelle. Eppure colgo poco stupore, nonostante si sia superata ampiamente la soglia della tollerabilità, come dimostra la pubblicazione degli appuntamenti del ministro, con l’invito a seguirli per contestarla. Poi c’è il parlamentare che si presenta in aula con il volto dipinto di nero... vorrei più indignazione, anche a sinistra, l’istigazione all’odio razziale è un reato».